L’origine di tutto
Non credevo di essere capace di arrivare a questo punto. Ma l’ho fatto: ho creato il mio blog. Mi sono tolto questo sfizio che avevo da tempo.
Al contrario di molti che dicono che sono emozionati, io ammetto di non esserlo; sto scrivendo questo messaggio in tutta tranquillità. Non vedo il motivo di essere tanto eccitati per un semplice post, che magari, essendo anche il primo, è privo di un benché minimo contenuto personale.
Ora, il titolo del blog è “Capsula del tempo” non a caso.
Questo non vorrà essere prettamente un diario, non intendo scriverci del fatto che oggi abbiamo perso ancora la partita con un 3 – 2, non vi scriverò che anche oggi sono stanco, perchè semplicemente, tutte queste cose, ammucchiate insulsamente senza il contesto o la rielaborazione dei miei pensieri sono parole inutili, banali, pensieri freddi.
E, a dispetto di ciò che sembra esteriormente, odio la freddezza. Semplicemente la freddezza non è altro che mancanza di reazione emotiva e umana da parte di qualcuno; si può definire come una situazione di stallo, intenzione di soffocare la reazione naturale di ogni persona per mantenere il proprio stato di quiete. Lo stallo non va mai bene. Ma ora mi sto perdendo… ho tante cose in testa da scrivere qui dentro, e questa è una di quelle, ma è un’altra storia…
Perciò ora, veniamo al punto, anche perchè, ahimé, sarebbe meglio che vada a letto se voglio superare la giornata di domani senza addormentarmi in classe.
Come il titolo di questo post suggerisce, intendo inziare, appunto, dall’inzio, dall’origine. Questo blog nasce da una delle numerose conversazioni pseudo-filosofiche con la mitica Seve. Capita spesso che ci si perda nei nostri stessi discorsi e si finisca irrimediabilmente all’astrazione della situazione in questione con annessa discussione sul tema (ogni tanto sembra una conversazione tra Basil Hallward e Dorian Gray…).
Quella volta si era venuto a parlare, non ricordo come, del fatto che l’uomo dimentica, ha bisogno di dimenticare. Dall’altra parte c’è chi sostiene invece che sia meglio vivere nel mare dei bei ricordi passati per alleviare la durezza del presente.
Io sono quella persona.
Eggià, la vita ha voluto che in questo momento io preferisca vivere nella dolcezza dei momenti passati. Forse la situazione non è delle migliori, o forse è solo un’apparenza. Fatto sta che scrivo qui per ricordare. E ricordare non solo questi bellissimi momenti che furono, non solo per condivdere con gli altri qualche pensiero con una vaga parvenza di utilità, ma anche e soprattutto per ridere e piangere di questi momenti quando, in un prossimo futuro, leggerò queste righe e sorriderò vedendo come sarò cambiato.





Leggo per la prima volta il tuo blog cominciando
dall’inizio, perso un pò tra i tuoi pensieri
dai vita ad un blog con un tema che mi cattura
il ricordo e il tempo che fu, gli anni che io in
primisamo più dei tempi che sono ma non più dei
tempi che saranno…
Insomma continuo a leggere, sperando di trovarci
belle robe.
Ciao ronkas :)
“What can I lose if they try” -Gilmour, Love On the Air.
Cosa ci perdi a provare? ;)
[...] meno di un anno dalla nascita della capsula, siamo a quota diecimila click su questo piccolo e insignificante blog perduto nei meandri [...]
10.000 « Capsula del tempo ha detto questo su Domenica 28 Ottobre, 2007 @ 13:52 a 13:52 |
Esattamente 11 mesi dopo ;)
ho voluto leggere la tua prima pagina, perché negli “incipit” c’è sempre un qualcosa da capire (anche terra terra, sapere il motivo che ha spinto le persone a scrivere in un blog.. e sei qui dal 2006.. Ho un moto di simpatia per chi è fedele ai propri progetti :)
Mi piace, è vero, condivido.
L’origine ha sempre la risposta, o almeno, una buona parte.
Fedele ai propri progetti? E’ vero, lo sono; sono testardo, fedele, organizzatore. C’è da dire anche che questo “progetto” è stato uno -non vorrei direi “dei rari” perché sarebbe una mezza verità- di quelli che potrei considerare un successo.
Credo fermamente tu non sia testardo ma determinato e saggio nonostante la tua età anagrafica.