Nicchie internettiane

Ci sono tante cose che uno può fare con internet.
Da giocare, a parlare con persone più o meno distanti.
Un altro passatempo puittosto utile è quello che tutti chiamano semplicemente “navigare“.
Fondamentalmente si può paragonare allo sfogliare comodamente da casa tua una rivista quotidiana con (virtualmente) infinite pagine, infiniti argomenti, infiniti gadget e supplementi.

Il che non è affatto male.

Ma c’è un’altra cosa che rende internet il più versatile, e mi permetterei, “sincero” media e fonte informazione: il fatto che è libero.
Qualunque persona può caricare qualsiasi cosa voglia, sta al pubblico -cioè noi- cercare il materiale stesso.
Questo, oltre che ad essere una nota positiva per sua natura (visto che prevede un utilizzo “attivo” della fonte d’informazione) ci permette di esulare dalla solita brodaglia di notiziole “politically correct” e dal trashume che ci vorrebbero imboccare gli altri media.

L’unico pericolo è che in un oceano di vastità simile, alcune cose interessanti possono venire schiacchiate da quello che già imperversa su giornali, televisione, eccetera eccetera.

E’ per questo che volevo segnalarvi un fantastico sito (anche se puittosto scarno in effetti) riguardante il disastro di Chernobyl.
Una tragedia che già ai suoi giorni aveva subito un (quasi riuscito) tentativo di insabbiatura.
Devo ammettere che l’incidente mi ha sempre attratto per tanti motivi, primo del quale è la sua potenza di incidere così profondamente non solo lo stato in cui era, non solo l’economia mondiale, ma anche il terreno, la vita, sia del presente che di molti giorni a venire.

Spero di aver stuzzicato a sufficienza la vostra curiosità e la vostra responsabilità da cittadini del mondo di dare una chanche a questo sito, di Elena Filatova, una ragazza che corre su una Kawasaki in mezzo alla zona morta scattando mille fotografie.

Lo spazio è ricco di foto e materiale, con molti commenti personali sempre molto personali ma coerenti e obiettivi.
Farei un elenco delle tante cose che mi hanno colpito durante la lettura, ma non voglio rovinarvi la sorpresa, e ahimé, lo ammetto, oggi sono anche un poco di fretta.

Consigliato caldamente:
Elenafilatova.com

Buona lettura.

~ di ronkas su Sabato 15 Dicembre, 2007 @ 14:07.

5 Risposte to “Nicchie internettiane”

  1. Un vaggio tanto affascinante, quanta malinconia ispira la città fantasma, che ben si merita questo appellativo.

  2. Impressionante, si vede tutto sotto un’ottica diversa, non da documentario ma come lo si vedrebbe davvero.
    Nelle immagini si vede proprio la “quantità di morte”, morte nel senso di immobilità di cose che ormai sono spente da ogni segno di vita ( anche se sono più accese che mai sotto un altro punto di vista :( ).
    La prima cosa che ho pensato io, cosa che non ho provato nei vari documentari visti, è che con tutte le cose brutte che possono succedere a noi o in generale, questa è il peggio che l’umanità abbia potuto e possa fare, anche se non di proposito; è il fondo.

  3. Già, e non quanto per l’energia nucleare in se’ (in fondo se si sviluppasse nel senso del contenimento delle scorie e della fusione sarebbe una tra le energie più pulite e produttive che potremmo desiderare) quanto per il superficiale materialismo dell’uomo stesso: insabbiare tutto, utilizzare uno stabilimento senza le necessarie misure di sicurezza, e ancor oggi, lasciare tutto com’è, è una vera vergogna.

    Comunque è vero, questo foto-diario del viaggio è stato molto interessante, i documentari sono molto differenti.

    Una delle cose che più mi ha colpito, è stata l’analogia biblica sulla parola assenzio.
    Allarmismo? Coincidenza? Terrorismo gratuito? O semplicemente… realtà?
    Senza dubbio, è un segno.

  4. Oltre l’analogia sulla parola l’intera “predizione” è sconcertante, e non mi viene da pensare ad una coincidenza.
    Comunque sia questa “Zona Morta” mi ha fatto tornare alla mente la “Zona” del vecchio film Stalker, un ambientazione simile.

  5. Certo, e anche il recente videogioco, STALKER, appunto.
    E’ stato discutendo su quanto l’ambientazione del videogioco fosse realistica che sono incappato nel sito di Elena.

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