I’m eighteen!

Lines form on my face and hands
Lines form from the ups and downs
I’m in the middle without any plans
I’m a boy and I’m a man

I’m eighteen
and I don’t know what I want
Eighteen!
I just don’t know what I want
Eighteen!
I gotta get away
I gotta get out of this place
I’ll go runnin’ in outer space
Oh yeah!

I got a
baby’s brain and an old man’s heart
Took eighteen years to get this far
Don’t always know what I’m talkin’ about
Feels like I’m livin in the middle of doubt
Cause I’m

Eighteen!
I get confused every day
Eighteen!
I just don’t know what to say
Eighteen!
I gotta get away

Lines form on my face and my hands
Lines form on the left and right
I’m in the middle
the middle of life
I’m a boy and I’m a man
I’m eighteen and I LIKE IT
Yes I like it
Oh I like it
Love it
Like it
Love it
Eighteen! Eighteen! Eighteen!
Eighteen and I LIKE IT

-Alice Cooper. 

Ok ragazzi, ad un primo esame, dopo 36 minuti sotto gli effetti della maggior età, non si presentano alterazioni pisco-fisiche evidenti.

Respiro calmo, battito caridaco e pupilla regolare.
Lieve stanchezza dovuta alla giornata, nessun segno di miglioramento.

Che delusione!

Scherzi a parte.
E’ una tappa importante, e si sente; gli anni si vedono passare con una più netta chiarezza, si realizza che bene o male c’è da darsi da fare.

Come dice la canzone, che serbavo da tempo di ascoltare con l’ottica di chi si volta per vedere il la striscia del traguardo appena passata, “diciotto” rimangono solo una convenzione, che sì, fa del ragazzo anche un uomo, ma che soffre degli stessi problemi di prima: non sa quello che vuole, è sempre confuso, eccetera.

E beh, cavolo.
Ci sarebbe mancato altro.

Però sì, diciamo anche che in un qualche modo fa piacere aver concluso una piccola “era” della vita; non certo per ora impacchettarla e infilarla in un cassetto, non certo per dimenticarsi di tutto, non sicuramente per poter avere il diritto di fare molte delle cose che può offrire la vita; bensì in questo momento, la cosa che più mi garba è il solo poter immaginare che con questa data si segna l’apertura di una nuova porta, mentre un’altra, che sta alle mie spalle, si sta lentamente socchiudendo.

A presto miei cari amici e lettori!

~ di ronkas su Mercoledì 16 Gennaio, 2008 @ 00:43.

12 Risposte to “I’m eighteen!”

  1. Oh no, un altro che può firmarsi le giustificazioni da solo! :-)

    Auguri, vado a pensare a una domanda apposta per l’occasione da fare alla prossima interrogazione.

  2. Uffi! a me manca quasi un anno,ancora…

  3. Auguri Ronkas!

  4. Auguri RonKas !

  5. Viele Glueckwunsche zum 18. Geburtstag! (cosa non si fa per distinguersi…). Auguri!
    Almeno un maggiorenne sveglio. Se penso a quanti potenziali elettori e automobilisti gireranno fra poco con un QI ridottissimo…

    Goditi la giovinezza! Come dice il mio prof di lat/gre, le donne vanno in declino dai 16 anni, gli uomini raggiungono lo splendore alla quarantina… Secondo me non sei cambiato perché andavi bene già com’eri prima.

  6. Grazie a tutti dei fantastici agururi!

    Comunque sì Chiara, hai perfettamente ragione…
    la mia sensazione era confermata: tutto questo cambiamento si traduce in una pura formalità; qualocsa nell’aria di diverso e magico si respira, lo devo ammettere, ma è a malapena percettibile.
    La cosa che mi eccita è conseguire la patente, quello sì che è un traguardo… sostanziale!

    Ciao ciao!

  7. XD anch’io ho ancora molto da aspettare…

    …auguri ronks ;)

  8. Hah, la patente! Io ero stracontenta di avvicinarmi alla possibilità di guidare senza dover chiedere a qualcuno, ma alla fine mi sa che rimanderò tutto a quest’estate, causa esami di inglese e solfeggio e previsti massicci impegni artistici teatrali, corali e strumentali…

  9. Si, è proprio vero la differenza non si sente, e ci mancherebe! da un giorno all’altro cosa si dovrebbe sentire?!.
    Le differenze si sentono solo se cominci a pensarci, e non posso far altro che toccarre un’aspetto non citato fin’ora, pensare a quello che per adesso non senti ma che hai sulle tue spalle che più forti sono diventate nei precedenti “arditi” anni meglio è per te: le responsabilità.
    Responsabilità di se stessi certo, ma anche responsabilità civiche (!), quello che ci autorizza in pieno, per nostra fortuna, a valere a tutti gli effetti come chiunque altro, TANTO come chiunque altro.
    Questa responsabilità è preziosa e da difendere ma anche pesante per chi sa capirla a pieno,infatti da oggi abbiamo il DOVERE di fare qualcosa, di dare valore alla nostra vita, di salvarci dall’ignavia che porta alla perdizione dell’anima, abbiamo il dovere di provare a cambiare le cose in meglio mettendo a frutto i principi che instaureremo pian piano dentro di noi.
    E ora possiamo!Tutti noi, pur riconoscendo di vivere in un posto non troppo felice ( pensate all’Italia o al mondo..come volete), sia che amiamo o meno il posto dove siamo, abbiamo una responsabilità su di esso e sul suo futuro; e se per molti questo è un peso inutile di cui disfarsi appena possibile, noi dovremo cercare di vederlo come motivo di orgoglio, come esaltazione del nostro essere anche se questo sarà spesso difficile.
    Solo così potremo gustare tutto il meraviglioso sapore di questa nuova età che ci attende.

  10. Verissimo Obi, è un argomento che non ho trattato per non cadere sul “banale” (tra virgolette, perché sappiamo tutti benissimo che non lo è affatto).

    Personalmente però anche su questo non mi ha cambiato nulla; la responsabilità prima la ho anche adesso, solo che viene “richiesta”.

  11. auguri, UOMO!

  12. grazie, chiunque tu sia! :)

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