Ricordi suburbani
Che discorsi da vecchi pensionati che mi ritrovo a fare.
Ma è inevitabile, è incontestabile, oggettivo: oggi, tornando da scuola dopo il pomeriggio non abbiamo vagato tra le tenebre e un “Mist” ravenloftiano per arrivare al Gallo.
L’inverno sta già per finire insomma.
E questo mi ha fatto riportare alla mente un bel ricordo estivo di molti anni fa; quando in ogni direzione, attorno alla nostra casa non v’era anima viva nel raggio di molti metri, quando avevo i capelli a spazzola, tanta gioia di vivere e le ginocchia sempre un po’ sbucciate.
Ricordo distintamente che, tutt’intorno al nostro giardino v’erano campi d’erba medicinale, che verso luglio-agosto venivano mietuti, e quest’ultima raccolta nelle famose “balle di fieno“, che avevano quel colore giallo dorato che profuma di calda estate e papavero.
Quanto mi divertivo a saltare su e giù come un matto!
Ora, rimpiango quei momenti; anche quel piccolo fazzoletto erboso che era rimasto a Nord del giardino a testimone di queste splendide giornate è ora stato concesso completamente per la costruzione di una nuova abitazione; una gru gialla (di quel giallo che mette tristezza) e semiarrugginita deturpa già il terreno.
Oramai sento quella bella infanzia sempre più distante, neanche tanto a livello temporale, quanto più su un piano spaziale.
Vedete balle di fieno in giro?





Eh eh eh… me ne sono accorto anch’io del cambiamento!
in effetti è stato impressionante… eeh, il tempo vola…
se andiamo avanti così avremo sempre meno balle di fieno su cui sdraiarci a sognare, teniamoci strette quelle che abbiamo nei nostri ricordi.