Juno

Juno fin da subito si propone di trattare un argomento spinoso ma non per questo accantonato -soprattutto negli ultimi tempi- da quelli di Hollywood: l’affettività.
I casi di ragazze madri sono oggettivamente più frequenti di un tempo, dove si può dire, un po’ per cultura, un po’ per un’etica più decisa, erano più rari.

Ci troviamo quindi a fronte di una commedia che parte con una spada a doppio taglio nel suo fodero; la banalità della proposta nel panorama delle produzioni recenti, ma contemporaneamente parla di attualità, di presente, di noi.

E’ inoltre facilmente comprensibile come quanto questo argomento sia difficoltoso da trattare; è facile cadere nello squallore della commediola e altrettanto arduo mantenere un certa briosità -caratteristica delle commedie- che permette di gustare il tema senza sprofondare nella falsa emotività da tragedia moderna.

Dopo questo preambolo, venendo al film, devo dire che ero fin da subito ben predisposto verso questa pellicola avendo incuriositomi fin dalla prima occhiata alla locandina, che ben svolge il suo ruolo di rappresentanza: seria qunto basta per essere ognimodo frizzante e incisiva.

Avendo poi letto la recensione che riporta un successo clamoroso oltreoceano non potevo astenermi dalla visione.
Qua in Italia, ha trovato il suo spazio, ma dubito che verrà preso in considerazione dal grande pubblico, che obbiettivamente predilige piatti ben più scialbi (vedi ultime produzioni italiane, che invece di trattare grandi temi come fa Juno, non fanno altro che spacciare storielle adolescenziali, passionali e totalmente prive di senso).

Ma perfortuna, a qualcuno è servito.
Al signor Ferrara, con la sua campagna elettorale “Aborto, no grazie” non aspettava altro che cogliere al volo questa produzione per sostenere la sua principale posizione: una maggiore attenzione all’aborto (in tutte le sue form), nonché alla salvaguardia e difesa del principale diritto umano, il diritto alla vita.

Infatti, Juno (la protagonista che da il nome al film), al contrario di quello che si potesse pensare, dopo un primo momento di shock (buona questa parte, che smorza l’effetto di innaturalezza di simili film) e disorientamento, valuta e prende la strada dell’adozione.

Il messaggio del film quindi è chiaro.

Come sottolinea lo stesso Ferrara nel suo editoriale (linkato poco sopra), è molto “forte” la scena dove Juno fa l’ecografia: la dottoressa rimane stupita della volontà della ragazza di tenere il bambino.
In questa scena viene alla luce lo stereotipo di ragazza madre, superficiale, “poco di buono“, e che soprattutto deve chiudere la faccenda con poco, e mettere tutto a tacere per poi rintanarsi nel suo buio angolino, segnata per la vita dalle sue azioni, errori o che sia; apparentemente è logico abortire e seguire questa via.
Non è il caso di Juno, che nella sua spensieratezza giovanile si assume tutte le responsabilità di ciò che ha fatto.

La fotografia è eccellente; pone con garbo l’accento sui punti focali della trama.
Colonna sonora adatta e coinvolgente, ma obiettivamente non esaltante.

Rimane comunque molto consigliata la visione, senz’altro per i temi trattati e il punto di vista da cui li affronta.
Se proprio volessimo attribuire una pecca a Juno, l’unica cosa contestabile è la particolarità della personalità della ragazza e del suo compagno, che inseriti in un contesto sociale -sembrerebbe- fin troppo rilassato e comprensivo, non rispecchiano appieno la maggior parte dei casi reali.
Ovviamente questo non è a tutti gli effetti un rimprovero; in fondo, se il film non avesse tale struttura e un lieto fine degno delle migliori fiabe, non sarebbe una fresca commedia ma un duro e pungente documentario.

~ di ronkas su Mercoledì 9 Aprile, 2008 @ 23:51.

8 Risposte to “Juno”

  1. Ieri sera la tv passava la notizia…”…bis nonna a 55 anni la nonna ne ha 32 e la neo mamma sta bene fra le braccia ha una bellissima neonata…sorridente…che guarda alla Vita”…oltre agli italiani depressi per la campagna elettorale abbiamo un revaival della castità e una frangia di bambine neo-mamme…..non ho molto le idee chiare sull’interpretazione delle notizie capisco che è il caso che si faccia un pochino di sana costruttiva sgrossatura sul modo di proporre certe notizie e sugli argomenti della Vita….la tv è in TUTTE le case e TUTTI sono davanti alla tv e qualcuno magari è solo a recepire queste notizie….spegnerla sta tv o non spegnerla?

  2. Intanto caro Anonimo, se ci teniamo a supportare le nostre idee, perché quando lo facciamo -seppure su un piccolo spazio del web- dobbiamo nasconderci dietro a un anonimato?

    Anonimato resta, ma quantomeno dai un palliativo che ti identifichi, altrimenti rischi di essere incorente con ciò che affermi.

    Dovresti darti un nome, non per me, ma per te.

  3. Meglio essere una giovane omicida che una giovane madre, dunque?
    Oscurantista chi parla della vita?

    Certo, c’è dell’oggettivo disordine in alcuni di questi episodi; pensa alla diciassettenne di Pordenone, che Ferrara cita. Insomma, non è sposata… ;)
    ma non credo che venga proposta come modello, come, invece, Anonimo (ma pensa se uno si chiamasse di nome Anonimo, come Gimmi il Pedofilo di EelST, quanti problemi…) sembra suggerire. Al limite, trovo di dubbio gusto che temi del genere siano buttati in pasto al dibattito politico, che rende relativo anche quello che non è opinabile.

  4. Cassa, forse mi sono espresso male:
    sono perfettamente d’accordo con quello che dici, nessuno sta dando dell’oscurantista a chi parla della vita, anzi, a dire il vero ho elogiato il film che porta questo atteggiamento, non capisco come tu abbia fatto a capire il contrario O_o

    Per la politica invece io sono d’accordo che se ne parli: se non lo fanno loro che dovrebbero curarsi prima di dare una dignità morale al popolo forse ancor prima che del cibo per nutrirlo, chi lo deve fare?
    Che poi ci lamentiamo che i giovani d’oggi non sono interessati in questi argomenti e preferiscono le cazzate.

  5. Ledere uno dei diritti per cui molte forze politiche si sono sbattute negli anni (sopratutto i radicali) quali l’aborto o la pillola del giorno dopo (visto che adesso si fa obiezione anche su quella) è da retrogradi e disumani. Nessuno si deve interporre tra la volontà della donna e di ciò che vuole fare della sua vita e della vita che porta in grembo, solo il padre, se questo non è scappato.
    L’idea di modificare la legge attuale, di veder bloccata la pillola ru486 da un uomo come Ferrara che cambia ideologia politica ogni volta che gli fa comodo mi inorridisce. Sono in totale disaccordo con voi, perchè qui non si tratta di tutelare la vita, ma di imporre ad una donna di partorire a qualunque costo, e ciò mi sembra una violenza, sopratutto il rifiuto di prescrivere la pillola del giorno dopo lo trovo abbastanza anti-democratico.
    C’è chi addirittura ha azzardato di ordinare ai medici di rianimare il feto anche se la donna è in disaccordo, ma quale pazzo farebbe una cosa così disumana? Da quale logica contorta si può partorire una idea di questo genere?

    P.s. mi scuso se il tono può sembrare un pò saccente, comunque ognuno ha ovviamente le sue idee e io le rispetto.. è da un pò che bazzico qui e siccome parlavate di un argomento per me alquanto sensibile ho voluto rispondere^^

  6. Sofia, grazie del tuo bel commento (spero non l’ultimo :) ), ma stai tranquilla, io penso che la verità, a maggior ragione in questo caso, stia nel mezzo.
    Di come opera Ferrara poi, non starò a discuterne, perché lo condivido fino a un certo punto; in questo post c’è entrato solo perché, in tal sensibile momento, mi sembrava oneroso citarlo.

    Io dico apertamente che non lo stimo, soprattutto come modi (già per il nome della sua lista esprime atteggiamenti che non apprezzo) però è innegabile che in un mondo e una società come questo è lodabile l’attenzione che è stata posta su un tema così attuale e significativo che invece spesso si ritrova accantonato e preso alla leggera.
    Che poi sia giusto farne una bandiera, un estremismo, come lo si fa del comunismo, del federalismo, o di qualsivoglia altro pensiero, mi sembra sempre un errore che denota paura, inconsistenza, superficialità.

    Ah beh, infine, come mai sei capitata qui?
    Non credevo di avere lettori assidui :P

  7. Il mio commento era in risposta all’anonimo, non al tuo post. E questo chiarisce l’equivoco.

  8. Oh, molto bene, ne sono felice.

Lascia una Risposta