Un elogio
E’ da tanto che non parlo di musica.
Nel passato ho discusso sui vari generi, sulle mie preferenze; su come tra il sentimento e la musica può avvenire una buona emulsione, che crea un’amalgama particolare: talvolta esplosiva, altre volte pacata e leggera.
Stasera voglio fare un apprezzamento bello e buono, un elogio purissimo, senza dilungarmi troppo.
Come ormai chi mi conosce ben saprà, nella mia vita c’è il rock principalmente. Poi il jazz, il blues, secondariamente.
Dimentichiamo qualcosa? Certo!
Quella bella fetta che mi vede riflessivo e un po’ sonnolento ad ascoltare musica classica, o meglio, solisti al pianoforte.
Questi ascolti sono come quella prelibatezza da bere sorseggiando che con il suo gusto un po’ amarognolo condisce la fine del pasto domenicale.
La verità è che adoro il pianoforte. Sì, è una cosa che veramente sfiora il feticisimo.
Quel suono preciso, curato, così umano ma altrettanto perfetto, è ciò che più si avvicina al mio concetto dell’espressione dell’anima umana.
E come l’ignorante che corre a scuola dal maestro per imparare a leggere e scrivere, non posso negare che sono irrimediabilmente attirato da tutte le persone che sanno suonare questo magnifico strumento.
Questo mio magnetismo si sta trasformando poi nella convinzione più ferrea che tutte le persone che sanno muover le mani su questa poetica tastiera siano decisamente speciali.
Sto ancora cercando l’eccezione che sfati il mito, ma non so se voglio trovarla. :)
Ora sto ascoltando Chopin, il mio preferito.
Le notturne, in particolare, le trovo deliziose, mi lasciano in apnea con i brividi lungo la schiena durante tutto l’ascolto.





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