Paura del niente

Essendo appassionato di cinematografia (in realtà, come piace dire a me, sono appassionato di tutte le cose belle. Ma questo lo lasciamo a un futuro articolo. ndR), recentemente ho avuto il piacere di vedere Faust, un film antico, di quelli senza parole, con ancora le scritte a schermo per dar vita ai dialoghi e tanta musica -in questo caso tetra- di sottofondo.
Vi posso garantire che mi ha spaventato e psicologicamente scosso più della maggior parte, se non quasi della totalità, delle recenti produzioni sullo stesso genere.

Ma state tranquilli, non è il sangue, non sono i ghigni malefici degli attori ad impressionarmi.
A quelli sono -e penso di non essere l’unico- già tristemente assuefatto da tempo ormai, e non solo grazie alle pellicole del cinema horror di bassa lega, che garantiscono comunque la sicurezza del surrealismo e della finzione, bensì a ciò che ci viene propinato quotidianamente a ore pasti (fonte).
La vera angoscia scaturisce dal silenzio, da quella innaturale, insensata e disumana assenza di dialogo.

Ebbene, è mia convinzione pensare che l’uomo sia fatto per vivere in movimento, in azione: addirittura quando siamo convinti di essere immobili, in realtà stiamo viaggiando nello spazio a velocità folli.
Quale scena sarebbe più orrorifica di una Terra, di un’umanità bloccata, semplicemente… ferma? Cementata nel tacito e mortale silenzio di una apparentemente innocua polvere depositata dal tempo?

Dove c’è odio, c’è anche amore. Dove c’è buio, c’è anche la luce.
Ma dove non c’è nulla?

Aspettate, una scena forse ancora più traumatizzante l’ho trovata: il vivere in un enorme e irreversibile deja-vù. Probabilmente è scontata, è vero, ma almeno su di me non perderebbe certo la sua efficacia, forse perché ogni tanto mi ricorda, anche se meno cinematograficamente, il presente.
E’ un po’ come vivere in un qualcosa di ugualmente fermo, ma in più c’è l’illusione del movimento, il dolore dell’insuccesso e infine, la rassegnazione del protagonista che, essendosi reso conto di non potere più nulla, non deve fare altro che aspettare, solitario e paziente, la morte.

~ di ronkas su Lunedì 21 Luglio, 2008 @ 21:17.

Una Risposta to “Paura del niente”

  1. Interessante riflessione.

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