17,10€

Venerdì scorso ho trovato un mucchietto di soldi sotto al banco in uni.
Ho chiesto a tutti di chi fossero, ma sembra che siano caduti dal cielo.
Così ho pensato: e ora?

La cosa più automatica da fare era infilarli nel portafoglio, ma invece sono contento di averli tenuti una tasca separata!
Ho pensato a cosa avrei potuto farci: ci posso pagare due sabati sera; due biglietti per il cinema e una cocacola, o ancora un paio di birre. Ma cosa c’è di esaltante in tutto questo? Alla fine di una cifra così, non dico “irrisoria” ma poco ci manca, spesa in questo modo, cosa mi ricorderei? Cosa sarebbe memorabile?
Sarebbero solo uno dei tanti foglietti blu che se ne vanno in mezzo agli altri.
Ho invece  in mente dei bei progetti per quei soldini: voglio usarli come fondo di bontà!
Devo solo decidere come incanalare questa cosa nella praticità. Non li voglio dare al primo barbone qualsiasi per poi vederlo entrare in tabaccheria, infilarli in una buchetta a caso, né regalarli tutti al primo mendicante che viene a chiedermene. Voglio spenderli bene, fino all’ultimo centesimo.

Credo che per fare questo debba associarli a delle parole, a una faccia; creare un caso, un’esprienza. Se così non fosse, alla fine cosa potrebbero fare? Sono poi solo poco meno di una ventina di euro.
Bon, ci sto pensando. Per ora li tengo in tasca, così come sono: con le monetine che sbattono una contro l’altra dentro al giaccone e mi ricordano che c’è quaclosa da fare, non posso avere fretta.

Anche perché poi, alla brutta, di cassettine bisognose ce ne sono a bizzeffe e uno fa presto, forse troppo presto, a infilarci dentro un deca e mezzo.

~ di ronkas su Giovedì 22 Ottobre, 2009 @ 22:05.

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