Ciao Andrea

Nel passato, riferito a:
- Amicizie

- La vita – un bel dialogo

- L’amico importuno: una parola sull’insistenza, sui sogni

Ciao Andrea, certo che mi ricordo di te, come potrei dimenticare i tuoi commenti, ma soprattutto la sfida spirituale che mi hai imposto?
Mi fa piacere risentirti!
Dici bene: in nove mesi ne sono successe di cose, anche la mia vita è cambiata sensibilmente ed è in continua rivoluzione. Ma forse queste cose le hai già percepite leggendo i miei – ormai piuttosto radi – monologhi.
Ma non parliamo di me ora, vengo a te perché come tu dici “è già tardi” ed è vero, già adesso per me è “tardi” – adesso faccio veramente mille cose e il sonno sta diventando tanto un lusso quanto un’esigenza per affrontare responsabilmente la giornata ventura.
Voglio evitare di farti un torto: parlerò sinceramente.
Te lo meriti: è quello di cui secondo me hai bisogno nella tua ricerca di Verità. Se quello che ti dirò ti darà fastidio, mi dispiace. Oltraggio e beneficio di internet, potrai lasciare per sempre questo spazio virtuale, dimenticarmi e distruggere tutto ciò e quello che ti ho detto tempo fa.
Prima di iniziare però, premetto però una cosa: io non ti conosco.
Forse ti conosco anche più di molte delle persone che ti dicono il contrario, ma non è questo il punto. Per me, e mi dispiace, sei una grande storia, un caso. Riesco a malapena a darti una faccia e un nome.
Da questo devi dedurre due cose che apparentemente tendono a suggerirti cose opposte; ma tu mettile a sistema, vedrai che la soluzione non è impossibile. Non le riporto come un alibi, ma come una constatazione che deve guidarti nell’analisi di ciò che vado per dirti.
La prima è che, non conoscendoti, non posso darti qualcosa che sia un’opinione, un consiglio, un qualsiasi cosa che non sia lacunoso per sua natura. Come tu da perito ben saprai, essendo io allo scuro di molte variabili che potrebbero incidere profondamente su quello che sarebbe il risultato finale, la mia opinione è da prendere con beneficio di inventario.
Secondo, proprio perché non ti conosco, prova a valutare che quello che ti dico è forse quanto di più – non dico razionale – ma privo di quelle “interazioni deboli” che influenzerebbero le parole di un tuo amico (di quelli veri) o amica. Proprio per questo motivo, esamina ciò che ti dirò e vacci a fondo.

Finito questo piccolo “disclaimer”, quello che voglio dirti, leggendoti, è che la prima cosa che mi hai fatto ricordare è me di tre anni fa, proprio agli albori di questo blog. Probabilmente con meno maturità di quanto non l’hai tu adesso, ma tant’è, mi ha ricordato questo.
Anche io ero innamorato di una ragazza mia ex-compagna delle medie. Con lei ci ho provato in tutti i modi, e quando dico tutti, dico veramente tutti. Come mi struggevo lo sapevo solo io e con un po’ di comprensione immagino che possa avvicinarsi a ciò che stai vivendo.
Ci ho provato per sei anni, sei. Cos’è successo? Finite le medie le nostre strade si sono divise, io ho visto gente nuova, cose nuove… l’ho dimenticata. Tristemente e felicemente (a livello inconscio) fu così. Ora siamo buoni amici.
Cos’è successo? Una cosa di cui mi vergogno: mi sono auto-caricato come una molla; ho sciolto in bustina qualche endorfina e l’ho bevuta per sei anni. Continuando a farmi male peraltro. Mi sono accorto solo dopo che in realtà la mia testardaggine non era altro che il desiderio di provare un rapporto speciale con quella che ritenevo (e ritengo) una persona speciale.
Ma stai bene attento: sai quante persone speciali incontriamo nella vita? Ora, non fraintendermi.  Non metto in dubbio la sincerità del tuo amore, né che “come lei non c’è nessuna”; è verissimo, e ti capisco. Ma bisogna fare ben attenzione a non prendersi in giro da soli, io l’ho fatto. Più volte.

Ora dico: questa sicuramente non è la tua situazione.
Ma allora replico dicendoti: tu inizi a vedere una forza misteriosa che ti manda avanti? Parlaci. Intendo proprio con questa forza misteriosa. Mettiti in ascolto, se è così forte da farti fare una cosa del genere vedrai che ti parlerà nel cuore e ti dirà cosa vuole da te.
Guarda che non sto scherzando! Se credi che esista veramente una cosa del genere, cerca risposte in essa; se non lo fai, se non ci provi nemmeno, neghi la sua esistenza e allora sarebbe chiaro che stai scivolando nell’usarla a giustificazione delle tue azioni. E guarda, fidati, non è che ci voglia chissà quale esperienza e catechesi per fare una cosa del genere. Basta mettersi in un posto tranquillo, magari visitare una chiesa soli soletti, quando non c’è nessuno (fantastico) e mettersi davanti alla croce in silenzio. Anche con aria di sfida, volendo.

Da come parli poi, deduco che tu abbia già tentato “il colpo” più volte (so che ci intendiamo). E analizza bene ciò che ti dico: l’Amore è una roba strana. Che sia “totale libertà di lasciare andare l’altro bla bla bla”, è una cazzata derivata da un fondo di verità (ne parlerò in fondo) ma fraintesa. E’ una consolazione in bustina, da birreria. E’ però vero che non si può amare “da soli”.
O perlomeno, non nel rapporto che credo tu immagini.
Guarda, davvero, sembra banale da dire ma ci sono passato anche io. Non sentirti stupido, colpevole o altro per tutto questo. E’ il processo fisiologico dell’evoluzione! Della maturazione!
Sulla base del fatto che è da tanto che ne parlate, che ci hai provato più volte, che la conosci bene, ciò che voglio dirti è: pensi che se anche lei ti concedesse unproviamocitu saresti veramente felice? Già il fatto che è una concessione… A parte l’euforia iniziale, saresti veramente soddisfatto di una relazione che parte in questo modo? Non sarebbe un traguardo: affatto. Sarebbe lavorare estenuantemente al convincimento (il convincimento è una cosa, il corteggiamento è ben altro) di quest’anima che tanto desideri.  Secondo me, una relazione del genere è già castrata in partenza. E’ come una macchina in gara che al via ha la retro inserita. E fidati, ho sotto gli occhi tanti esempi, dai più maturi ai più giovani, che crollano anche senza avere un passato del genere. E se non c’è entusiasmo, se non c’è “perfezione” (attenzione alle virgolette!) nemmeno all’inizio, è una cosa che – per dirla a modo Suo – è costruita sulla sabbia. Anche con ogni fortuna, potrà durare un anno, due, cinque… ma non una vita. Inoltre, c’è sempre da tenere a conto che – come ho già detto – proprio perché non si può amare “da soli”, continuando ad insistere le stai facendo una sottile violenza: renditene conto. Non può farsi venire la febbre se non ce l’ha!
Attento a non tirare troppo la corda: potresti perderla totalmente.

Sei sicuro di volerlo?

E ancora, ti sei mai fatto la domanda: “Quanto l’aspetterò?”
Questo è una gran quesito che esige una gran e sincera risposta. Sei veramente così pronto a rinunciare a qualsiasi altra occasione – che ora tu chiamerai alternativa, ma io a mente fredda ti ribadisco: occasione – di felicità che ti serba la vita?
Io ti dico, se sinceramente, tu riesci a risponderti “tutta la vita”, “tutto il tempo necessario” convinto che può essere un giorno (improbabile, ricorda: la Fede non prende il posto della ragione) quanto dieci, venti, ottanta anni, allora ti dico: stai facendo la cosa giusta.
Se invece la tua risposta è già qualcosa di più vicino a “finché riuscirò” … non pensi che ci sia già un’incertezza di fondo nella tuo pensiero?
Qualsiasi altra risposta ti porta alla cosa più logica (certo, anche più difficile – sarebbe cambiare quello che hai maturato in X anni della tua vita) da fare: cambiare e vivere diversamente.

In definitiva, guarda, io ti stimo moltissimo perché capire che un sentimento tale (perché se anche non è propriamente l’Amore che sposerai nella tua vita, è quantomeno un grande affetto, un’amicizia fantastica) deriva da qualcosa di più grande di una pugnata di ormoni (più studio la biologia, più comprendo che non c’è cromosoma o proteina, neurone o ormone capace di questo) non è da tutti. In 9 mesi ti leggo meno rassegnato, più sereno, e aldilà di tutto ciò che sarà – dal lato puramente pragmatico – tant’è. Non credi sia meglio?

Ecco, ti voglio fare una confidenza. Io per arrivare realmente a capire che una sofferenza per amore può essere un vero e proprio messaggio, una strada preparata da seguire ce ne ho messo veramente molto di tempo.
Ti rendi conto che ciò di cui stai parlando è il mistero della croce? Del sacrificio totale che si fa dono, quindi Felicità? Non è mica cavoli a merenda!
Beh, ma tornando a noi: ho passato anche questo. Ricordo bene il preciso istante (poco meno di un anno fa) dove ho realizzato questo.
Sai cos’è successo? Che insieme a quella ragazza che mi infiammava il cuore (e ci sono stato dietro un anno e mezzo) ci sono stato insieme cinque mesi. E ti dirò di più, so anche uno dei tanti perché è andata male: io avevo molto bisogno di qualcuno di speciale e lei lo era e lo è. Probabilmente anche lei dopo ha provato la stessa cosa. Ma questo non è Amore. E’ una profonda amicizia; è condivisione; è simbiosi; è fiducia; ma non è Amore. Mi spiego? Il divario che separa quel sentimento che per sua natura è misterioso e credo totalmente “a-forzato”  detto Amore e il voler amare e sentirsi amati da qualcuno, diventa in alcuni periodi della vita molto sottile. La necessità di sentirsi, ma soprattutto donare, Amore è un sentimento molto forte. Hai mai avuto la sensazione di poter dare tanto, e che quel tanto, non sfruttato, marcisca in te? Beh, bene, anche io. Secondo te, a livello inconscio non è molto facile che tu possa iniziare a vedere qualcuno a cui vuoi tanto bene – ma solo bene – sotto una luce diversa?

E ci hai mai pensato al fatto che – forse – quello che tu senti (in merito all’istillazione di questo sentimento durissimo) forse va letto con un livello un po’ più alto di astrazione? Magari hai avuto semplicemente la dimostrazione chiara che nella vita sarai felice sposandoti. Avendo una famiglia. Amando in particolare una persona. Questa si chiama vocazione, e non è mica poco arrivarci a comprendere ciò a 19 anni!

A questo punto però tu mi chiederai dell’Amore. Cos’ è allora? Cosa si prova quando lo si incontra?
Ti rispondo: mi piacerebbe tanto saperlo. Purtroppo non sono un oracolo e anzi, ammetto tutta la mia più totale povertà. Per questo sto rizzando le orecchie: anche per capire questo grande mistero.

Certamente però, mi sento di darti un consiglio, sempre derivato dall’esperienza: uno non deve “accontentarsi”, proprio di nulla. E per accontentarsi intendo anche “accontentarsi” di mostrare solamente una piccola parte di sé stessi. O la persona che ci amerà o che magari ameremo saranno solo il riflesso di un’originale diverso e che prima o poi, salterà fuori e romperà il piccolo teatrino che s’è montato. Ma non è tutto qui: il bello è che ciò vale anche per tutto il resto; non solo l’amore affettivo propriamente inteso! Io, con tutta modestia te lo dico, mi sembra proprio in quest’ultimo periodo, grazie forse anche al foglio bianco offertomi da Medicina, di starci riuscendo! Faccio proprio tutto quello che vorrei, come vorrei. E questo mi sta premiando, veramente.
Uno di questi premi è l’essere qui a parlarti, come ho parlato di mille altre cose SERIE con altri amici proprio in questa settimana. Dal poter essere un punto di riferimento, una spalla, una mano, una gamba… un aiuto per il mio prossimo sta scaturendo un’energia esplosiva, che veramente non ti puoi immaginare. Finalmente quel “surplus energetico” che sentivo di poter dare, ha comunque una via per non fermentare in me. Il fatto poi che sia donato in totale gratuità lo rende ancora più favoloso!
Sono fisicamente stanchissimo, ma dormo la sera contento e fiero di quello che sono.

Infine quindi, pensaci. Spero di averti messo qualche dubbio, perché veramente, il dubbio è SEMPRE occasione di crescita. Nella peggiore delle ipotesi, dopo aver letto bene ciò che ti ho detto, potrai dire, “Che cazzate!” ma almeno ti sarai scontrato nuovamente con la realtà e sarai ancora più convinto di ciò che stai facendo.
Al contrario, forse puoi rivalutare la tua situazione.
E vado sul pragmatico perché sai, sarò anche sognatore, filosofeggiatore inguaribile, estenuante pensatore, eccessivamente riflessivo, cattolicaccio, ma non mi piace vendere aria fritta. Dunque non ti dico che puoi svegliarti la mattina e dimenticare quell’affetto grandissimo che ti lega a lei. Semplicemente rivalutalo, riconfermalo, dalla A alla Z. Sotto una lente obiettiva però, costituita dalla tua mente “sgombra”. Se penserai continuamente a lei come una dipendenza (morbosa), continuerai a pensarlo per sempre. E’ un po’ come le sigarette no? Chi fuma è convintissimo di esserne dipendente, per questo non riesce a smettere. Nel momento in cui realizza che sì, piace, ma non è poi così fondamentale, riesce nell’impresa.
Cogli l’analogia; non sto dicendo che il tuo affetto per lei sia un male, anzi! Sarà bello e invidiabile, quando ci riuscirai a slegarti da un piano che temo tu ti stia (e le stai cercando di) imponendo, avere un’amicizia “vera” che manterrà tutti i pregi che adesso riscontri.
Per farlo però, devi rispettare anche la sua libertà di non amarti come tu vorresti. Fidati, questa è proprio la libertà che ti salverà dal cadere vittima di una tua stessa, eventuale illusione e ti permetterà di assaporare quell’amicizia fantastica che c’è fra voi due. Ammesso che ci sia, sempre per il fatto che non conosco né te, né lei.

Detto questo, direi di avere esaurito ciò che avevo da dirti. Come ti ho detto fin dall’inizio, questi sono, come direbbero gli inglesi “just my 2 cents” e si basano appunto sulla mia esperienza ed una piccola finestra della tua vita, da cui credo (spero) di aver riuscito ad intravvedere abbastanza per raccontarti qualcosa che non sia una frottola.
Spero proprio per questo che tu non ti sia offeso in alcun modo. So bene che sotto un certo punto di vista puoi vedere questo scritto eccessivamente sfrontato, ma ti dico, proprio per quello che ti ho scritto prima, voglio essere me stesso anche dietro a un monitor e dirti ciò che è il mio pensiero; mi sentirei veramente male, un ipocrita a celarti tutto questo con un falso incoraggiamento che ahimè, credo non ti porterà da nessuna parte.
E forse mi sbaglio, ma concedimi questo psicologismo: forse, e dico forse, se sei venuto proprio qui da me, era magari inconsciamente questo quello che stavi cercando.

Spero davvero di averci preso.

Bene, ti ribadisco che sei libero di fare una pallina di tutto questo e dimenticare di aver scritto qui e letto questa risposta. Ti lascio esercitare la stessa libertà che mi sono concesso nel regalarti tutta la verità di ciò che penso, infusa dell’intimità dell’ultimo anno della mia vita.

Ti auguro le migliori cose,
a presto.

-un altro Andrea.

~ di ronkas su Giovedì 22 Ottobre, 2009 @ 00:19.

5 Risposte to “Ciao Andrea”

  1. Ogni tanto mi rifaccio vivo.
    C’è una questione su cui non posso concordare. In maniera cos… Visualizza altroì radicale da avermi impedito di porre la stessa attenzione con cui leggevo fino al termine della lettera. Non vedo perché non si possa amare “da soli”. Le madri amano i figli per quanto siano disgraziati, violenti o le dimentichino. Ci sono mogli che amano mariti fedigrafi. Ed anche il paradigma d’Amore (o unico vero Amore, come piuttosto ritengo io) non è certo influenzato dalla altalenante infedeltà degli uomini. Anzi (e qui, solitamente, sollevo polemiche), un amore ricambiato può facilmente sporcarsi di “do ut des”

  2. Ciao Matteo.
    Ti dò pienamente ragione, quello che dici è apparentemente vero. Però bisogna andare un po’ più a fondo alla cosa. Sinceramente non credo che l’analogia sia così forte. L’amore che prova una madre per un figlio è certamente macroqualitativamente (impossibile fare una quantificazione netta) allo stesso piano (forse più?) di un amore tra due fidanzati/coniugi/ecc.

    Intrinsecamente manca quell’attrazione emozionale, quel coinvolgimento fisico, affettivo, perché no sessuale (in una concezione alta del termine ovviamente) che sostanzialmente è la grande differenza.
    … Visualizza altro
    Ecco dunque che possiamo dire che l’amore materno è agape puro; in una coppia c’è e deve esserci ANCHE dell’eros; quell’amore che ti fa scalpitare e perdere la testa, prenderle/gli la mano.

    Se questa componente non c’è, allora mi spiace, ma io non lo chiamo amore (tra due fidanzati) ma amicizia.
    E’ per questo che dico che non si può amare (in quel modo, desiderando questo) “da soli”: a una mano tesa deve risponderne un’altra pronta ad accettarla.

    E non solo! Puoi metterci tutta la più buona volontà, ma fidati che se dopo cinquanta volte che provi ad essere affettuoso e – negando ogni paura, dubbio – ti butti senza indugio a fare la prima mossa, a tendere quella mano per primo non vedi il minimo sforzo dall’altra parte, scoppia tutto.

    Non penso che sia “dare per avere”.L’eros (questa componente dell’amore) è come una pianta: se non la s’inaffia, prima o poi (tempo variabile) è destinata a morire, o quantomeno a subire una violenza per sopravvivere.
    Questo perché nella coppia non ci DOVREBBERO essere due figure, ma una, al contrario di come tanto piace dire ma è poi in realtà contrariamente usata questa cosa come una scusa quando fa comodo. Questa figura è la coppia stessa, fatta dalle stesse due persone. Se ne manca una è come andare avanti in macchina con due ruote sgonfie: giri in tondo, ma non vai avanti.

    Buone cose e grazie comunque per la lettura.

  3. Mi permetto di dire solo ciò che ho pensato leggendo tutte queste cose belle e importanti. L’uomo è fatto per sognare, e deve farlo (chi non ne è capace finisce solo per morire in se stesso), ma i sogni sono destinati a essere realizzati o infranti: diventare realtà o fantasia. Stupisce però ciò che dici, Andrea, che dopo tanto tempo e tentativi è il desiderio di amare (anche se forse in modo un pò unilaterale) a superare ogni altra difficoltà. Se ciò che provi continua a farti sentire vivo, forse c’è qualcosa per la quale vale la pena spenderci la vita. Ma valuta bene, perchè non vorrei che dopo tanto tempo e tanti sforzi una mattina alzandoti tu scoprissi che tutto è stato solo “uno specchio per le allodole”, una scusa per non guardare avanti… Un Amore come l’hai descritto è una grossa fortuna, un dono direi, ma autentico solo se ogni giorno è rigenerato da nuove motivazioni: perchè l’attesa e le speranze di rivederla e poterle parlare debbono essere concrete! Nell’amore non corrisposto le delusioni sono tante e sopportarle tutte lascia segni profondi e forse troppo dolorosi, come dice anche il nostro caro blogger: c’è il serio pericolo di illudersi.
    Confrontati sempre col sano principio del “duc in altum” (che significa “prendi il largo”), cioè del non perdere tempo, di non fermarsi piangendosi addosso e soprattutto di avere un progetto grande per la propria vita.

  4. Ciao Andrea! Mi devi scusare se ti rispondo solo adesso, ma negli ultimi giorni ho avuto qualche problema con il pc (infatti ora ne ho uno nuovo). Devo dire che senza questo aggeggio si sta meglio, ma questa è un’altra storia.
    Cercherò di non dilungarmi troppo, anche perché non voglio rubare troppo tempo e spazio.
    Beh quello che ti posso dire è che, anche stavolta, mi hai fatto riflettere e ti ringrazio per questo. A questo proposito vorrei partire dalla fine: anche io non ti conosco, ma sapevo che mi avresti risposto (se avessi deciso di farlo) in modo sincero. Come facevo a saperlo non lo so. Forse deriva tutto da quello che scrivi e che io leggo e dalla stima che ho per te, per quanto non ci conosciamo! Per cui grazie per non avermi dato “false illusioni”, come hai detto tu. Però devo dire che io non mi illudo più. Cioè sì, ovviamente devo ammettere che qualche volta mi faccio trasportare dal pensiero che mi porta sempre accanto a lei, ma non mi faccio più tanti castelli in aria.
    Come avevo già detto, e come mi hai detto tu tra le righe, c’è la possibilità che continuando in questo senso mi faccio solo del male. Mi precludo qualche cosa di nuovo che magari ogni tanto può arrivare anche da me. E come hai detto giustamente tu, la potrei considerare un’alternativa, non una possibilità alla pari di tutte le altre, e quindi da vivere con tutto me stesso. Mi hai chiesto di riflettere bene su quello che significa lei per me. Io ho cercato di farlo, e sono arrivato ad una conclusione, che è simile, forse uguale, a quella a cui arrivo sempre. Lei con il passare del tempo è diventata la mia vita. Mi farei in quattro per farla felice in qualche modo, anche se ciò dovesse comportare il mio allontanamento, anche se dovesse comportare la mia disperazione. Hai ragione tu a dire che non devo insistere troppo, devo stare per quanto mi è possibile lontano. Questo l’ho capito un po’ di tempo fa quando ho rischiato seriamente di perderla per sempre e da allora ho cambiato atteggiamento.
    Potresti aver ragione tu a dire che questo non è il vero Amore che ti accompagna per la vita. Potresti aver ragione tu a dire che questo non è Amore, ma è solo un grande sentimento di affetto. Potresti aver ragione perché magari, tra altri 9 mesi o forse più o forse meno, guardandomi indietro e ripensando a tutto questo, potrei sorridere e ripensare con tenerezza a quanto fossi stato stupido, ingenuo, inesperto, immaturo. Non lo so, potrebbe accadere. Solo che non penso che possa succedere dopo tutto quello che è successo, dopo tutto quello che abbiamo passato tutti e due (cose che comunque tu non sai e che sarebbe inutile ed impossibile raccontare). Probabilmente hai ragione tu quando dici che lei non proverà mai quello che io provo per lei. Ma se dopo quasi due anni, dopo tante incazzature, lacrime, risate ecc…abbiamo ancora un legame vivo e importante ci deve essere qualcosa che ci tiene uniti. Ma ripeto questo qualcosa, come forse avevo già cercato di spiegare, non è necessariamente il fatto che un giorno potremo stare insieme. Potrebbe essere qualcos’altro. Il fatto è che mi riesce difficile pensare che questo, quello che io provo per lei, non sia Amore. Lei è la ragione ultima per cui mi sveglio la mattina e affronto la giornata, anche se magari so che non la vedrò e non le parlerò. Darei la mia vita per vederla felice, con o senza di me. Quando mi poni la domanda: quanto l’aspetterai?
    Beh, ci ho pensato davvero tanto a cosa rispondere per cercare di essere il più possibile sincero. Quello che mi viene da dire è che la mia risposta non è sicuramente: fino a quando ne avrò la forza. Perché con questa risposta sembra quasi che sia una situazione obbligata, che io sto vivendo sotto sforzo e che io posso interrompere più o meno quando voglio. E un’altra cosa che mi viene da dire è che – forse ti sembrerà strano perché è strano anche per me – non è che io la stia aspettando. Non è che io sto aspettando il giorno in cui lei verrà da me a dirmi: proviamoci. Cerco di fare un esempio. La mattina quando mi sveglio, la prima cosa che mi balza in testa è lei. E non mi dico: chissà se oggi è il giorno giusto, oppure chissà quanto manca a quel giorno. Ma penso: oggi vorrei fare qualcosa per farle passare una bella giornata, un bel pomeriggio, una bella mezzora se proprio deve essere così poco. Mi dico ma cosa posso fare per farla felice oggi e nei giorni a venire? Mi dico oggi vorrei vederla sorridere e ridere, non necessariamente con me. Credo di amarla – uso questo termine perché ne sono abbastanza sicuro, e devi sapere che cerco sempre di misurare le parole per non esagerare e sminuire mai qualcosa – quasi in modo fine a sé stesso. Non so se ha senso parlare di amore fine a sé stesso. Anche perché è difficile spiegarlo. Io la amo, punto. Io non la amo perché vorrei che stesse con me. E’ chiaro che lo vorrei, ma se anche questo non dovesse mai accadere, non farebbe differenza. Il mio amore non cambierebbe, e di questo credo di essere sicuro. Ma se hai capito quello che cerco di dire la mia risposta a quella domanda non è neanche: l’aspetterò tutta la vita. Perché non rispecchierebbe la realtà della mia anima. Inconsciamente sì, la sto aspettando, perché raggiungerei il massimo che la vita potrebbe darmi, ovvero la sua Felicità, ma con l’aiuto della mia. Ma non è questo il punto, perché questo sarebbe un discorso ancora troppo centrato su di me. In questo modo vorrei la sua Felicità sì, ma avrei anche la presunzione di raggiungere la mia. Al centro della mia vita, essendo appunto mia, sarebbe meglio ci fossi io, ma ormai non è più così. Al centro di tutto c’è lei, perciò sono disposto a vederla felice a scapito della mia felicità. Per cercare di farti capire ancora meglio ti voglio dire una cosa che non ho mai detto a nessuno, e sinceramente non lo so perché la sto dicendo a te, uno sconosciuto. Ma mi sento di farlo, per cui ti dico che anche quando – naturalmente – capitano le volte in cui penso a me assieme a lei, faccio fatica anche solo a pensare ad un bacio. Se l’idea di un bacio mi salta in testa, è come se mi vergognassi di quanto ho pensato, è come se la mia mente prendesse in giro il mio cuore. Per dirti quanto è preziosa e pura lei per me. Quando questo pensiero mi balza nella testa, immediatamente penso a qualcos’altro che non c’entra nulla e mi do del coglione, un po’ forse perché so che non ha senso pensare ad una cosa che non può accadere, ma anche perché – e ne sono sicuro – scatta qualcosa in me che lo raffigura come un affronto, un rimpicciolimento di quello che per me è Tutto, ridotto al solo piacere fisico. Ed ho parlato, voglio ricordare, solo di un bacio.
    In definitiva, non so che cosa dire per concludere. Forse che ti ho raccontato questa storia, credo all’inizio quasi come una forma di giustificazione per la mia “scomparsa” in questi 9 mesi, ma poi devo dire che ancora una volta mi ha fatto piacere confrontarmi con te, e di nuovo ti ringrazio per essere stato sincero, ma non avevo dubbi su questo.
    Per il resto, che dire, non so se in tutto questo casino c’è di mezzo anche Dio, beh tu mi dirai Dio c’è sempre in tutto, ma non farci troppo caso a me…lasciami nella mia dubbiosa ignoranza.
    Non so se il mio è Amore come è stato definito da Dio o da chissà chi altro. So che continuerò a chiamarlo Amore, finché non arriverà (se arriverà) qualcosa di ancora più forte e travolgente che mi porterà di nuovo via. Per ora ribadisco, è la cosa più bella, nonostante tutto, che mi sia mai capitata. E come dice un tale a me molto caro:
    Per una magia così val la pena vivere.

    Ti saluto…grazie.
    Andrea

  5. Non so cosa dirti Andrea.
    Non conosco la tua storia, ma se dovessi attenermi a quello che dici stai descrivendo una situazione così surreale, ideale che dico azzardando… invidiabile.

    Dico così perché ti giuro, se sei arrivato veramente a fare di questi discorsi i casi sono due: o sei completamente pazzo o stai sperimentando la bellissima sensazione del farsi dono nella maniera più totale.
    Hai detto delle cose forti e se veramente rispecchiano ciò che pensi, come vivi, quello che sei disposto a fare, che dire… forse sei più tu sulla strada giusta che molti altri, me compreso.

    Forse un appunto, o meglio darti un consiglio posso ancora farlo: sarebbe bello che tu riuscissi ad estendere il sentimento di sincero sacrificio che provi per lei al tuo prossimo. Siano essi tuoi amici, compagni di università o il primo che trovi per strada. Come tu ben saprai, basta veramente poco per “fare la giornata” (nel bene e nel male) per te e per gli altri.
    E’ una cosa difficile certo, ma vedrai che ti darà la felicità con la F maiuscola che tanto cerchi (come tutti). Dopo avrai non una, ma un sacco di persone da amare!

    Ora ovviamente non ti sto dicendo che devi provare la stessa cosa che provi per lei per una qualsiasi altra persona, sarebbe impossibile! Cerca però di non essere unilaterale, puntiforme: sviluppa questo amore per il prossimo che ti è stato dato in senso orizzonatale. Avrai dietro di te una scia di persone con un sorriso firmato da te (nel nome del Signore che ti ha dato questa forza…?) e davanti altrettante che saranno per te sentiero e palestra di vita assieme.
    Vedrai che così non perderai mai la strada.
    Il trucco, infatti, penso sia proprio questo: fai del bene al tuo prossimo come se dovessi farlo a te stesso. E di più! Vedrai che proverai la stessa felicità che stai sperimentando anche adesso. Nessuno ti dice di privartene, anzi! Se questa situazione ti rende felice, perché dovresti mollarla?

    Ti dico e ti ripeto, il trucco sta proprio qui: stai bene (per davvero, non “euforia”)? Fantastico, allora lascia che te lo dica: chissenefrega di come si chiama il rapporto che c’è tra te e lei; cosa importa?

    E del resto che dire? La matematica ci insegna che le eguaglianze funzionano anche al contrario: dici che magari il metodo di Gesù non è il tuo? Non sai rispondere?
    Guardati intorno: non è però forse vero l’inverso? Non si avvicina forse il tuo metodo al suo? Che a costo del dolore vuole esprimere massima felicità per il prossimo?

    Eeeh.
    Secondo me guarda che la “Fede” sta in poco posto, in “equazioni” come queste, in esperienze, in pensieri del tutto razionali come questi; mica in grandi libri, giri filosofici o a premio di chissà quante preghierine (non è mica il bowling). :)
    Insomma, ciò che ti ho appena detto non è certo una perifrasi da grande oratore o una rivelazione impensabile…

    Infine, permettimi di rilevare e riportarti (magari in modo sconnesso, ma porta pazienza, sono le 11 e mezza anche per me) anche un’ultima cosa.
    Leggo dalle tue parole che per te questa persona è veramente “perfetta”. Stai attento a non idealizzarla troppo. Ne parli come se fosse veramente una madonna. Probabilmente, anzi sicuramente, è una persona fantastica se ti da questa forza, ma non dimenticare che è anche lei pur sempre sulla nostra stessa barca.
    Mettendola su un altarino e adorandola otterrai un soprammobile, un idoletto, non una persona con cui crescere assieme.
    Presta attenzione anche alle sue debolezze, alle sue difficoltà: è su quelle che devi lavorare; è su quelle che devi aiutarla a crescere… per amarla sempre.

    Ma probabilmente anche questo lo sapevi già,
    questa “storia” ti ha portato in un bel posto Andrea. Fidati, per me la tua è una condizione di difficoltà certo, ma ricca di un potenziale, che se saprai mantenere in questo modo (senza un attaccamento morboso e l’ossessività del raggiungere un obiettivo – per ora – falsamente comune (=stare assieme)) di formerà sempre di più.
    Stai andando bene, ma veglia: tieni gli occhi aperti interrogandoti sempre sulla strada che stai percorrendo; sia nei suoi confronti che nei tuoi sentimenti.

    Un abbraccio, rimango a disposizione sia su blog
    che in carne e ossa.

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